Italia, Obice 305/17 Mod. Garrone, montato su carri

L’obice 305/17 pesa in batteria 33,8 tonnellate, spara proietti di 440 chilogrammi (al costo di oltre mille lire dell’epoca), fino a cinque colpi al minuto alla gittata massima di 17600 metri. Per il traino l’arma viene scomposta in bocca da fuoco, affusto, piattaforma e cassone-vomero su carri ruotati trainati da trattori Pavesi-Tolotti. Costruito su progetto Armstrong del 1909 negli stabilimenti Armstrong di Pozzuoli e Vickers di Terni, nell’ottobre 1917 erano disponibili 38 pezzi nelle tre versioni. Dopo la perdita di 9 cannoni in seguito alla rotta di Caporetto, ne vennero prodotti altri 18 tra luglio 1918 e giugno 1919, raggiungendo così il totale di 44 bocche da fuoco. Nel 1937, durante la guerra civile spagnola, 5 pezzi furono ceduti ai franchisti. Nel 1939 risultavano ancora in servizio 27 obici da 305, impiegati nel secondo conflitto mondiale come batterie di frontiera e di marina. Alcune bocche da fuoco rimasero in servizio nel dopoguerra, per essere definitivamente radiate nel 1959. L’esemplare esposto, prodotto nel 1918 e recuperato a Verona nel …., risulta essere l’unico 305/17 visibile al pubblico.
C.T. 5926-5929

Italia, Carro porta-barche da ponte

L’esercito italiano e quello austro-ungarico utilizzarono ampiamente ponti su barche per superare corsi d’acqua anche impegnativi, come l’Isonzo all’inizio del conflitto o il Tagliamento e il Piave da parte degli austro-tedeschi in avanzata dopo lo sfondamento di Caporetto. Le barche venivano fissate e ancorate una all’altra e su di esse veniva inchiodato l’assito che permetteva a uomini e mezzi di oltrepassare il corso d’acqua. Il carro esposto non presenta marchi o punzonature militari.
C.T. 5983

Austria-Ungheria, Bombarda (Minenwerfer Böhler ) 22,5 cm Mod. 1915 ad avancarica, gittata massima 1100 m

L’esemplare esposto, con il proiettile in canna, da targa apposta risulta essere stato trasformato in “Trofeo del Sabotino” per il 34° reggimento Artiglieria da campagna, donato dal duca Emanuele Filiberto di Savoia per ricordare la presa di Gorizia (agosto 1916).
C.T. 6243

Austria-Ungheria, Cannone Skoda 152/37 Mod. 1916, gittata massima 2180 m. canna e affusto su carri-trasporto

Il cannone veniva trasportato per mezzo di auto trattrici, affusto e canna montati su vetture in acciaio e ferro, composte da un telaio con due ruote fisse e due sterzanti e da una slitta per il carico e il trasporto della canna. L’esemplare esposto, preda bellica ricondizionata dall’Esercito italiano nel dopoguerra, risulta essere stato utilizzato fino al 1945.
C. T. 5959-5960

Francia, Obice Schneider 155/14 Mod. 1917, gittata massima 11300 m

Costruito dalla fabbrica Schneider et Cie in oltre 700 unità, l’obice 155/14 Mod. 1917 fu tra i migliori pezzi pesanti campali prodotti nel corso del conflitto. Di grande stabilità e di lunga gittata, venne utilizzato anche dall’esercito americano e da molti altri eserciti, compreso quello italiano, anche nel secondo conflitto mondiale.
C. T. 6429

Italia, Obice 149/12 Mod. 1914, gittata massima 6800 m

Prodotto su licenza Krupp dalla Vikers Terni di La Spezia, l’obice 149/12 Mod. 1914 costituì l’artiglieria di corpo d’armata standard dell’Esercito italiano all’entrata in guerra. Trainato da cavalli o da automotrici, era apprezzato per la robustezza e la possibilità di tiro arcuato.
Venne utilizzato anche nella campagna d’Africa (1935/36) e nella Seconda guerra mondiale.
C.T. 5960

Italia, Autoblinda Ansaldo-Lancia 1Z

Costruita dal 1915 al 1918 in 137 esemplari, l’autoblinda era armata con 3 mitragliatrici Maxim mod. 1906. Dotata di un motore a quattro cilindri a benzina da 4950 cc, potenza 60 Hp, velocità massima su strada 60 km/h, serbatoio da 100 l, autonomia 300 km. Venne utilizzata anche nella campagna d’Africa e nella Seconda guerra mondiale.
L’esemplare esposto (con dischi e pneumatici del dopoguerra), recuperato dall’Henriquez dalla caserma “Ettore Muti” di via Rossetti (Trieste) il 16 ottobre 1945, risulta essere stata utilizzata dagli austriaci dopo Caporetto e successivamente dalla Milizia fascista.
C. T. 6030

Italia, Autocarro Fiat BL 18

Costruito dal 1915 al 1918 in circa 20.000 esemplari, l’autocarro era dotato di un motore a quattro cilindri a benzina da 5650 cc, potenza 40 Hp, velocità massima su strada 25 km/h, serbatoio da 100 l, autonomia 180 km. Utilizzato fino al 1940, l’esemplare esposto monta dischi e pneumatici.
C. T. 6029

Italia, Carro ippotrainato uso ambulanza

Utilizzati per il trasporto dei feriti non in grado di camminare dai punti di primo intervento sanitario a ridosso della linea di combattimento agli ospedaletti da campo delle retrovie, nel corso del conflitto i carri di sanità a trazione animale vennero gradualmente sostituiti da più robuste autoambulanze Fiat 15 ter.
C. T. 6032

Germania, Cucina da campo (Feldküche)

Usata nel corso della Prima e della Seconda guerra mondiale, la cucina da campo, composta da un cassone porta marmitte, da una marmitta circolare in cui venivano cucinati i cibi e da tre contenitori scalda vivande, venne tradizionalmente denominata “Gulaschkanone”.
C. T. 6059

Germania, Cannone Krupp 75/27 mm. Mod. 1904

Il cannone campale Krupp 75/27, su affusto ruotato, aveva una gittata massima di circa 9700 m.
Da alcune scritte rintracciate sulla culatta meccanismo di sparo, l’esemplare esposto risulta essere stato utilizzato dall’esercito ottomano durante la guerra italo-turca del 1911.
C.T. 6043

Italia, Stufa di disinfestazione modello Giannolli

La stufa, in uso nei corpi di Sanità nella Prima e, con leggere modifiche, nella Seconda guerra mondiale, era utilizzata per disinfettare indumenti e biancherie di feriti e ammalati.
L’esemplare esposto, utilizzato dall’Esercito italiano nella campagna iugoslava (1941-1943), monta pneumatici e parafanghi metallici.
C. T. 6057

Bossolo per canna n. 2 Skoda 35 cm

Posizionata su affusto terrestre tra Sistiana e Visogliano nel 1917. Da questo cannone vennero sparati alcuni colpi contro la cittadina di Grado, sede di strutture militari italiane. I proietti di questo cannone e relativi bossoli, all’epoca estremamente costosi, venivano costruiti appositamente dalla fabbrica in base alle necessità. Il bossolo esposto è al momento l’unico esemplare conosciuto.
C.T. 6008

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