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Piastre corazzate Sheffield e Carro Funebre

Piastre corazzate Sheffield

Piastre corazzate prodotte dalle acciaierie Sheffield nel 1878 e nel 1880, utilizzate dalla Marina austriaca per provare la loro resistenza nei confronti di proiettili perforanti. La piastra perforata dal proiettile, benché di maggior spessore (40 cm), si dimostrò meno resistente della seconda, di spessore minore (25 cm) ma del tipo “compound”, composta cioè da tre piastre, due in acciaio e una intermedia in ferro, che non venne del tutto perforata dallo stesso tipo di proiettile.

Le piastre, scaricate da una nave iugoslava alle acciaierie Ilva di Servola (Trieste) assieme ad altro materiale ferroso nel febbraio 1951, vennero donate dalla direzione della fabbrica al de Henriquez, che per il carico e il trasporto utilizzò una gru locomotrice dell’Ilva e un veicolo da trasporto (tank transporter) messo a disposizione dal Governo Militare Alleato.

Secondo Diego de Henriquez, le due piastre, a guisa di una installazione moderna, stavano a simboleggiare, alla fine dell’Ottocento, l’inizio della “lotta” tra le armi difensive (corazze) e quelle offensive (proiettili), lotta che in effetti condizionò, nel secolo successivo, strategie e operazioni belliche di tutti gli eserciti.

C. T. 5920, 5943

 

Carro funebre

Carro funebre della ditta Zimolo di Trieste (inizi ‘900), dello stesso tipo di quelli che il 2 luglio 1914 trasportarono la salma dell’arciduca Francesco Ferdinando, nipote dell’imperatore Francesco Giuseppe I ed erede del trono degli Asburgo, e quella della moglie duchessa Sofia Chotek dalla Piazza Grande (ora Unità) alla Stazione meridionale di Trieste.

C. T. 13535

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