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I musei e il mare

Gommone in legno con due soldati rematori. Soldatini C. Confalonieri, Milano, anni '30. Civico Museo di guerra per la pace, inv. C.T. 7278
Tredici conversazioni con i conservatori, i responsabili e gli operatori dei Musei Civici a cura della Direzione del Servizio Musei e Biblioteche per il cartellone della rassegna «Una luce sempre accesa»

Sala Lelio Luttazzi
Magazzino 26 in Porto Vecchio
ore 17.30

Per il cartellone della rassegna «Una luce sempre accesa» alla Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26 in Porto Vecchio, prosegue, a cura della Direzione del Servizio Musei e Biblioteche, il ciclo di conversazioni che mettono in relazione alcuni aspetti delle collezioni museali con il mare. Non solo marineria, ma scienza e natura, Oriente e Occidente, archeologia, fotografia e cartografia, pittura e musica in un itinerario attraverso le civiche raccolte che spazia dal mondo antico ai giorni nostri. A tracciare la rotta di questo viaggio, conservatori, responsabili e operatori dei singoli istituti. L’itinerario si articola in tredici le tappe, tutte a ingresso libero, con inizio alle ore 17.30. Nel rispetto della normativa anti-covid in vigore, si accede con green pass rafforzato e tracciamento.

Giovedì 9 dicembre, per il decimo appuntamento del ciclo, Antonella Cosenzi (Conservatore del Museo di guerra per la pace “Diego de Henriqeuz”) interviene sul tema «Diego de Henriquez e il mare: un legame dalle radici profonde».
“Aria di mare” Diego de Henriquez l’ha respirata fin dalla più tenera età quando in famiglia si rievocavano le nobili origini e le trascorse tradizioni militari degli avi. In particolare di Jens Jensen, il padre della nonna paterna Erminia, ufficiale della Marina Austriaca che si distinse a bordo della pirofregata “Schwarzenberg” durante la battaglia di Helgoland nel 1864. Il mare era quindi nel DNA di Diego che non potè fare a meno di tramandarci testimonianze – di guerra e di pace – legate alla distesa “color del vino”.