Il Museo de Henriquez raccontaNotizie

Roma 1959: un trimotore “vola” da Centocelle a Santa Croce in Gerusalemme

1.- La fusoliera “in viaggio” verso Santa Croce in Gerusalemme. Questa fotografia, come le successive, fa parte dell’archivio del Museo ed è stata realizzata dallo “Studio Artistico Fotografico Filippo Reale” di Roma

È l’autunno del 1956 e il sogno di realizzare il proprio Museo a Trieste sta svanendo, o per lo meno, diventa sempre più difficile da concretizzare. Così Diego de Henriquez, dopo esitazioni e ripensamenti, decide di seguire il consiglio di chi è stato il suo superiore a San Pietro del Carso durante la Seconda guerra mondiale, il colonnello Ottone Franchini, ormai divenuto generale: ha deciso di trasferire gran parte delle collezioni a Roma, lasciando nel capoluogo giuliano quei materiali maggiormente legati alla storia della città.

2.- Quartiere tiburtino: la fusoliera davanti alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura, sita nel piazzale del Verano a ridosso del Cimitero monumentale

Un patrimonio così unico e imponente a ragione può aspirare agli sfarzi della capitale che lo accoglie destinandogli un’area presso la basilica di Santa Croce in Gerusalemme dove sorge l’ex caserma “Principe di Piemonte” in parte già occupata da realtà museali di argomento militare.

3.- Piazza Porta Maggiore con le mura aureliane

La data di apertura dell’ «Istituto e Museo della Pace “Diego de Henriquez”» dovrebbe coincidere con quella delle Olimpiadi del 1960. Ma non è questa l’occasione per raccontare il destino del nostro concittadino e dei suoi beni nella città eterna, ma per soffermarci su un episodio curioso di quegli anni.

4.- La fusoliera, lunga oltre 20 metri, trainata da un camion militare, da piazza Porta Maggiore sta per immettersi nella via Statilia

Tra le poche fotografie riguardanti il “periodo romano” di de Henriquez colpisce una serie dello “Studio Artistico Fotografico Filippo Reale” dedicata al trasferimento nella zona concessa di un aeroplano di cui oggi non esiste traccia nelle collezioni: un pezzo alla volta il velivolo viene portato nella sua nuova sede dove, a quanto pare, sarà riassemblato all’aperto.

5.- La fusoliera del trimotore SM. 82 davanti alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Non sappiamo come il collezionista triestino ne ottenne la custodia o ne venne in possesso, conosciamo solo alcuni nomi di ufficiali dell’Aeronautica militare di stanza a Roma con i quali entrò in contatto per motivi non meglio precisati: è ipotizzabile siano stati loro il tramite per l’attuazione di questa ulteriore, incredibile impresa del nostro Diego.

6.- Non senza difficoltà il corpo principale del trimotore sta entrando nel comprensorio dell’ex caserma “Principe di Piemonte”
6.- Non senza difficoltà il corpo principale del trimotore sta entrando nel comprensorio dell’ex caserma “Principe di Piemonte”

Sta di fatto che nel 1959 il trimotore da trasporto SM.82 – matricola militare n° MM.61198 – codice ZR-81, smontato e rimorchiato da un camion militare, dall’aeroporto di Centocelle arriva a Santa Croce in Gerusalemme passando anche – come indicano le immagini – per la via Tiburtina, per piazza Porta Maggiore e la via Statilia. Finita l’infruttuosa parentesi romana di de Henriquez nel 1963, non si conoscono le sorti del velivolo: si ipotizza la sua demolizione appartenendo a un modello ormai obsoleto escluso dalla flotta dell’Aeronautica militare.

7.- Fotografia scattata all’esterno del Museo storico dei Granatieri - inaugurato nel 1924 - nell’area della ex Caserma “Principe di Piemonte”

Di certo non “volò” mai fino a Trieste planando sul colle di San Vito dove avrebbe trovato lido sicuro assieme a tanti altri testimoni silenziosi di un passato da poco trascorso.

8.- Un altro pezzo dell’SM.82 viene trasportato verso l’area concessa al collezionista triestino
9.- Un altro pezzo dell’SM.82 viene trasportato verso l’area concessa al collezionista triestino
10.- Con la massima attenzione una delle ali viene trainata all’interno della zona dove il velivolo verrà rimontato
11.- Un’ala dell’aereo sta per essere unita alla fusoliera nella zona di Santa Croce in Gerusalemme destinata a Diego de Henriquez: sullo sfondo l’edificio della ex Caserma “Principe di Piemonte” (edificata nel 1903) dove poi vennero insediati il Museo storico della Fanteria (1959) e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali (1964). La palazzina Samoggia, occupata da quest’ultimo, è quella che avrebbe dovuto accogliere le collezioni di de Henriquez. I due Musei si trovano rispettivamente ai numeri 9 e 9/A di piazza Santa Croce in Gerusalemme, mentre il Museo storico dei Granatieri di Sardegna al numero 7

Alcuni dati qui riportati sono frutto dello scambio di informazioni intercorso tra il Museo de Henriquez e la dott.ssa Francesca Garello dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, che anni addietro ha chiesto notizie sull’episodio fornendone – a sua volta – quelle in suo possesso.