Si apre la nuova sezione dedicata al Batiscafo “Trieste”

Trieste accoglie il suo eroe degli abissi: il BATISCAFO “TRIESTE” è stabilmente esposto al Museo della Guerra per la Pace intitolato a Diego de Henriquez, amico di Auguste Piccard e Jacques Piccard, che lo progettarono. Da sabato 3 ottobre i visitatori potranno ammirarlo nell’Hangar 8, in un allestimento “parlante” che ripercorre la storia e le imprese di questo straordinario pioniere delle profondità marine.

Il Batiscafo Trieste abiterà finalmente la città che ne ha ispirato le imprese: da sabato 3 ottobre tutti i visitatori potranno ammirarlo nella riproduzione in scala reale (1:1) collocata definitivamente nel nuovo Hangar 8, al Museo della Guerra per la Pace intitolato a Diego de Henriquez, amico personale di Auguste Piccard, il fisico svizzero che progetto l’idea del Batiscafo e con l’apporto del figlio Jacques lo testò negli abissi. Diego de Henriquez seppe intuire il valore pacifista e scientifico di quell’impresa: fu lui a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del nuovo pioniere delle profondità marine, costruito nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Trieste e Monfalcone, con la cabina pressurizzata forgiata alle Acciaierie Terni. De Henriquez vide nel Batiscafo non solo un veicolo di esplorazione, ma soprattutto un simbolo etico: la dimostrazione che la tecnologia, nata per la guerra, poteva diventare strumento di conoscenza e di pace. La collocazione stabile del Batiscafo “Trieste” nel Museo a lui dedicato rappresenta dunque un omaggio alla sua eredità, e all’intuizione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, che aveva concepito nei dettagli il progetto della ricostruzione del Batiscafo, e il suo ritorno in città come icona permanente della cultura storica e scientifica di Trieste. Hanno sostenuto il progetto, promosso dal Comune di Trieste, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, Trieste Trasporti, Rolex ed M23 Srl.

Esattamente un anno fa, in occasione di Barcolana 2025, il Batiscafo Trieste aveva fatto ritorno in città per iniziativa del Comune di Trieste: la realizzazione – in scala reale – era stata perfezionata da M23 Srl, azienda leader internazionale nel settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche, partner di Marine e Forze Speciali in tutto il mondo. Le misure del Batiscafo Trieste sono modulate sull’originale del 1953 sceso nelle profondità al largo di Ponza, che misurava 15,40 metri di lunghezza, 3,5 metri di diametro e 8,5 metri di altezza. La sua parte più straordinaria era la cabina sferica pressurizzata in acciaio al molibdeno, del diametro di 2 metri e con spessori fino a 15 cm, capace di resistere a pressioni spaventose fino a 11 tonnellate per cm². Accanto al mezzo subacqueo i visitatori potranno apprezzare la replica dell’orologio Rolex Deep Sea Special, realizzata esattamente sul modello dell’originale, sceso negli abissi assieme al “Trieste”, all’interno di una teca autoilluminata appositamente prodotta, accanto al Batiscafo. Nel 1960 il “Trieste” conquistò il primato assoluto immergendosi nella Fossa delle Marianne fino a 10.916 metri di profondità, con a bordo Jacques Piccard e il tenente della U.S. Navy Don Walsh: un’impresa senza precedenti, che segnò l’immaginario collettivo del Novecento e garantì alla città giuliana un posto speciale nella mappa dell’innovazione tecnologica mondiale.

Ogni grande impresa, per restare viva, ha bisogno di essere tramandata: per questo è stato progettato e realizzato il film documentarioOperazione Batiscafo Trieste, scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, commissionato dal Comune di Trieste e realizzato da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia. Il film è stato proiettato la scorsa primavera in un tour che ha attraversato l’Italia, da Trieste a Napoli, da Roma a Milano, per spingersi poi oltreoceano, dove l’impresa nella Fossa delle Marianne fu progettata, a Washington e New York. Le telecamere hanno restituito così lo spirito e il sogno dei Piccard e di Diego de Henriquez, attraverso la lente del cinema: per sentirne vibrare, in un tempo in cui tornano inquietanti eco di guerra, il messaggio di coraggio, conoscenza e pace.

La nuova sala video all’interno della sezione dedicata al Batiscafo “Trieste” consentirà ai visitatori di rivedere il docufilm di Finazzer Flory e di rivivere le tappe di questa straordinaria vicenda.

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